22 febbraio 2019
Aggiornato 05:00
Sociale

Vicesindaco «sfratta» senzatetto: «Rifiuta sempre gli aiuti, io voglio Trieste pulita»

Il vicesindaco ha gettato nell'immondizia un giaciglio di un senzatetto: «Pensavo fossero abbandonati, Trieste non è un accampamento a cielo aperto»
Vicesindaco "sfratta" senzatetto: «Rifiuta sempre gli aiuti, io voglio Trieste pulita»
Vicesindaco "sfratta" senzatetto: «Rifiuta sempre gli aiuti, io voglio Trieste pulita»

TRIESTE - «Io non so a chi appartenevano quelle cose, erano degli stracci, spero che non fossero contaminati perchè li ho presi a mani nude. Poi me le sono lavate. Un operatore sarebbe andato lì con i guanti, io mi sono detto 'faccio subito', perchè non mi va di vedere quella sporcizia in mezzo alla città». Spiega così alla Dire il vicesindaco leghista di Trieste, Paolo Polidori, il suo «blitz» di stamattina durante il quale ha buttato nel cassonetto l'intero giaciglio di un senzatetto. 

Polidori spiega il gesto

«Se c'è la persona lì, ovviamente non vado a portarle via le cose - continua Polidori, che ha anche la delega alla Sicurezza -. Ho visto degli stracci abbandonati, da cittadino non lascio l'immondizia per terra, anche se non è mia. C'è il buonsenso e anche il senso civico». Ma che non si conosca il proprietario del giaciglio non è del tutto corretto. L'uomo «sfrattato», come spiega Polidori, è «già stato attenzionato dai servizi sociali più volte, e più volte ha rifiutato di essere messo in una struttura protetta, dove io mi ero mosso per farlo andare». E continua: «Nessuno va oggi a Trieste, se non volontariamente, a dormire sotto le stelle senza un pasto caldo e senza potersi lavare. Quindi ripeto: la possibilità di essere accolto c'è, non si può tollerare che le persone possano dormire così in strada».

Non vogliamo un accampamento a cielo aperto

A carico del senzatetto, continua il vicesindaco, vi sarebbero diversi «precedenti penali», avrebbe «aggredito verbalmente, sembra con minacce, il personale presso una struttura, e i negozianti dicono che viene a cambiare un centinaio di euro al giorno». Dopo alcuni provvedimenti di allontanamento, di cui uno ancora in corso, continua il leghista, «è stata interessata anche la Questura che sta portando avanti insieme alla Polizia locale una procedura per cercare di risolvere la cosa». Polidori conclude: «Non si può accettare una condizione di degrado così a Trieste, ne' in un caso, ne' in dieci o cento, se non vogliamo avere un accampamento a cielo aperto nella nostra città. Questo è una condizione che io combatto, sempre nei limiti della solidarietà, dell'umanità e del soccorso».