21 aprile 2019
Aggiornato 22:30
TRIESTE

Comitato Difesa Sanità Triestina: «Dalla Giunta Fedriga colpo mortale alla sanità»

La denuncia del Comitato Difesa Sanità Triestina: «Dopo 5 anni di devastazioni apportate dalla Giunta Serracchiani, questo è il colpo di grazia»
Comitato Difesa Sanità Triestina: «Dalla Giunta Fedriga colpo mortale alla sanità»
Comitato Difesa Sanità Triestina: «Dalla Giunta Fedriga colpo mortale alla sanità» Diario di Trieste

TRIESTE - «Le Linee di gestione del Servizio  sanitario regionale per l’ anno 2019 appena deliberate dalla Giunta Fedriga assestano il  colpo di grazia alla sanità triestina già duramente provata da 5 anni di devastazioni apportate dalla Giunta Serracchiani». Ad affermarlo è il Comitato Difesa Sanità Triestina.

La denuncia del Comitato Difesa Sanità Triestina

«Le Linee di gestione 2019 approvate dalla Giunta regionale confermano e mantengono  tutte le chiusure  di strutture ospedaliere e tutti i tagli di posti letto previsti  per Trieste dalla programmazione regionale dell’era Serracchiani ed effettuati con chirurgica precisione dal suo braccio tecnico, Marcolongo. Questi nel corso dell’ultimo anno è riuscito a chiudere a Trieste altri due reparti ospedalieri, la Medicina d’Urgenza e la 3° Medica, a tagliare una settantina di posti letto, a demotivare medici e infermieri.   E a fare un buco di bilancio di 13 milioni di euro. E quindi Marcolongo è stato premiato dalla Giunta Fedriga che lo ha promosso alla Direzione del CRO di Aviano».

«Due milioni di euro in meno alla sanità triestina»

«Ma dopo i letti e i reparti ospedalieri adesso è venuto  il momento di ridurre il personale e infatti le Linee di gestione annunciano il taglio dell’1% delle risorse destinate ad assumere medici ed infermieri. L’1% in meno significa 2 milioni di euro in meno per l’Azienda sanitaria triestina, che già soffre di una forte carenza di personale sanitario. Anche perché Trieste risulta da più anni ampiamente sottofinanziata per il personale e basti qui evidenziare che l’Azienda sanitaria di Udine, a parità di popolazione pesata; riceve dalla Regione per il personale  30 milioni di euro in più di Trieste. Che significa  100 medici e 600 infermieri in meno rispetto a Udine. Ed  anche i soldi per acquistare i presidi medici sono diminuiti del 3%. E già prima erano carenti: non possiamo dimenticare episodi di vera malasanità, quando ad esempio un malato ha dovuto comprare a sue spese l’ago speciale per poter avere la terapia a Cattinara»

La richiesta al sindaco di Trieste 

«Anche per i farmaci è prevista una riduzione del finanziamento a Trieste,  ma non per Udine e neppure per il CRO di Aviano,  dove guarda caso si è appena insediato Marcolongo. Per esigenze di brevità ci fermiamo qui, ma ci sarebbe molto altro da raccontare, come ad esempio il mantenimento del 118 a Palmanova, e i conseguenti inammissibili disservizi e ritardi nei soccorsi,  nonostante gli impegni presi dal centrodestra in campagna elettorale. Queste linee di gestione dovranno essere ora sottoposte all’approvazione della Conferenza dei  Sindaci, un parere consultivo, non vincolante, ma di alto significato politico. Il primo cittadino di Trieste saprà e vorrà opporsi allo sfascio del sistema sanitario pubblico della sua città?»