20 aprile 2019
Aggiornato 03:00
Vertenze lavoro

Italcementi Trieste, la Regione scende in campo: avviato percorso per Cigs

Il protocollo costituisce un tassello necessario nell'ambito della procedura di concessione della Cassa integrazione straordinaria a favore dei lavoratori che operano nella sede triestina dell'impresa
Italcementi Trieste, la Regione scende in campo: avviato percorso per Cigs
Italcementi Trieste, la Regione scende in campo: avviato percorso per Cigs Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - La Regione, con uno specifico protocollo d'intesa, si rende disponibile a realizzare interventi di politica attiva del lavoro a favore dei dipendenti della Italcementi Trieste. 

Parla l’assessore al lavoro

Lo ha stabilito la Giunta Fedriga approvando, su proposta dell'assessore al Lavoro, Alessia Rosolen, un accordo che ora dovrà essere firmato dalle parti. Il protocollo costituisce un tassello necessario nell'ambito della procedura di concessione della Cassa integrazione straordinaria (Cigs), di competenza del ministero del Lavoro, a favore dei lavoratori che operano nella sede triestina dell'impresa. «In questa fase - ha affermato Rosolen - è importante seguire tutte le tempistiche dettate a livello nazionale per la procedura in questione. Dal canto nostro, stiamo cercando di imprimere una decisa accelerata alle pratiche di competenza per poter giungere quanto prima all'avvio della Cigs».

L’accordo

La Regione ha deciso di agire in questo senso a seguito del perdurare della crisi in corso nello stabilimento giuliano, dove la proprietà ha dichiarato di voler cessare l'attività. L'unità operativa di Trieste dell'Italcementi rientra nella situazione di grave difficoltà occupazionale del settore manifatturiero in Friuli Venezia Giulia, accertata in sede di Tavolo regionale di concertazione. Ne consegue, quindi, l'applicabilità degli strumenti di politica attiva del lavoro previsti dal Piano di gestione di medesime situazioni, la cui efficacia è stata prorogata fini al 31 dicembre 2019. L'accordo prende le mosse da una normativa nazionale che ha introdotto la possibilità di ricorrere all'integrazione salariale straordinaria fino a un massimo di 12 mesi complessivi e previo accordo stipulato al ministero del Lavoro. I destinatari del provvedimento sono quei lavoratori dipendenti di aziende che abbiano cessato o stiano cessando l'attività produttiva e nelle quali sussistano concrete prospettive di cessione di attività con conseguente riassorbimento occupazionale. Inoltre, la norma è applicabile anche laddove sia possibile realizzare interventi di reindustrializzazione del sito produttivo o, in alternativa, attraverso specifici percorsi di politica attiva del lavoro posti in essere dalla Regione interessata.