18 agosto 2019
Aggiornato 10:30
Trieste

Arrestato il presunto autore seriale di estorsioni on line a sfondo sessuale

Con l’invio di foto accattivanti, in realtà il truffatore inoculava il malware necessario per prendere possesso dei dispositivi informatici, trafugando documenti e files multimediali compromettenti
Arrestato il presunto autore seriale di estorsioni on line a sfondo sessuale
Arrestato il presunto autore seriale di estorsioni on line a sfondo sessuale Polizia di Stato

DUINO - Ieri mattina, a Duino, gli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno tratto in arresto un cittadino italiano quarantatreenne, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Milano su richiesta della Procura della Repubblica milanese, perché gravemente indiziato della commissione di 28 casi, al momento accertati, ai accesso abusivo a sistema informatico e sextortion on line in danno di numerose vittime italiane.

Le indagini 

Le indagini, condotte per oltre un anno dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Lombardia, hanno riguardato il fenomeno conosciuto più in generale come sex extortion. Utilizzando profili social falsi, in particolare femminili, il soggetto, dopo aver studiato il profilo della vittima, esaminandone gusti, abitudini e stili di vita, sarebbe entrato in contatto con uomini tra i 30 e i 50 anni, facendo leva sugli aspetti sessuali anche mediante invio di foto accattivanti con le quali in realtà inoculava il malware necessario per prendere possesso dei dispositivi informatici, trafugando documenti e files multimediali compromettenti. Dietro minaccia della loro pubblicazione nei servizi della rete internet, oppure con messaggi del tipo «0,5 bitcoin e si conclude (…) oppure la sua signora verrà a conoscenza di tutto», sarebbe riuscito a obbligare le vittime al pagamento di somme di denaro.

Bitcoin e connessioni anonime per le estorsioni

Non è bastato l’utilizzo di connessioni telematiche anonimizzate, la movimentazione dei profili illeciti in conti accesi in diversi Paesi e l’utilizzo di wallet Bitcoin, vicende tutte puntualmente ricostruite e risolte dagli investigatori milanesi che hanno permesso alla procura della Repubblica di Milano di trarre la gravità delle condotte criminose e gli indizi necessari per richiedere, al Giudice per le indagini preliminari, l’emissione della misura cautelare in carcere che è stata eseguita dagli agenti del Compartimento di Milano, coadiuvati da quegli di Trieste che avevano fornito elementi utili alla localizzazione dell’indagato. Il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, che ha curato le procedure di cooperazione internazionale per la tempestiva acquisizione, all’estero, dei necessari elementi di riscontro, e che sta coordinando a livello nazionale l’azione di contrasto di questo insidioso fenomeno criminale, invita i cittadini a non pagare alcuna forma di riscatto e a denunciare tempestivamente eventuali reati della stessa specie, anche se solo tentati.