18 febbraio 2019
Aggiornato 13:00
Il discorso

Mattarella sulle foibe: «Non furono semplici ritorsioni contro i torti del fascismo»

Il presidente della Repubblica ha celebrato il Giorno del Ricordo, ricordando quello che ha definito un capitolo buio della storia nazionale
Mattarella sulle foibe: «Non furono semplici ritorsioni contro i torti del fascismo»
Mattarella sulle foibe: «Non furono semplici ritorsioni contro i torti del fascismo»

TRIESTE - «Celebrare la giornata del Ricordo significa rivivere una grande tragedia italiana, vissuta allo snodo del passaggio tra la II guerra mondiale e l'inizio della guerra fredda». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale per commemorare la tragedia delle Foibe. «Non si trattò, come qualche storico negazionista o riduzionista ha voluto insinuare, di una ritorsione contro i torti del fascismo - ha aggiunto il Presidente -. Perché tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni».

Un capitolo buio della storia nazionale

«Un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente. Mentre, infatti, sul territorio italiano la conclusione del conflitto contro i nazifascisti sanciva la fine dell'oppressione - ha detto ancora Mattarella - e il graduale ritorno alla libertà e alla democrazia, un destino di ulteriore sofferenza attendeva gli Italiani nelle zone occupate dalle truppe jugoslave».

Profughi denigrati dalla propaganda comunista 

Dopo le stragi nelle Foibe «i circa duecentocinquantamila mila profughi, che tutto avevano perduto, e che guardavano alla madrepatria con speranza e fiducia non sempre trovarono in Italia la comprensione e il sostegno dovuti. E alle difficoltà materiali, si univano, spesso, quelle morali. E alle difficoltà materiali in Patria si univano, spesso, quelle morali: certa propaganda legata al comunismo internazionale dipingeva gli esuli come traditori, come nemici del popolo che rifiutavano l’avvento del regime comunista, come una massa indistinta di fascisti in fuga. Non era così, erano semplicemente italiani». Queste le parole del presidente Mattarella.