18 luglio 2019
Aggiornato 15:00
Celebrazioni

Salvini: «I bimbi morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali»

Cerimonia a Basovizza con il Ministro dell'Interno. Il Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga: «No ai revisionismi della storia»
Matteo Salvini e Massimiliano Fedriga
Matteo Salvini e Massimiliano Fedriga Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - «Il Friuli Venezia Giulia non dimentica il dramma dell'esodo e delle foibe: ricordare è un atto doveroso di giustizia nei confronti di tutte le vittime». Lo ha dichiarato il governatore Massimiliano Fedriga, a margine della cerimonia del Giorno del Ricordo celebrata stamane a Basovizza alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Salvini, del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, del sindaco Roberto Dipiazza e di numerose autorità civili, militari e religiose.

Le parole di Salvini

«I bimbi morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali. Non esistono martiri di serie A e vittime serie B». Così il vicepremier Matteo Salvini a Basovizza nel Giorno del Ricordo. «Non esiste un però per Auschwitz e un però a Basovizza. Sono criminali gli uni e sono criminali gli altri. Non ci sono martiri di serie A e martiri di serie B, ci sono vittime della follia criminale dell'uomo a volte si dimentica di essere uomo», ha aggiunto Salvini. «Oggi mi porto a casa qualcosa: verità, giustizia amore e libertà. Farò tutto quello che sarà in mio potere da vicepresidente del Consiglio perché su tutti i banchi di tutte le scuole italiane la storia non si fermi, perché non ci siano stragi dimenticate - ha aggiunto -. Per questo faccio affidamento su insegnanti su donne su uomini educatori liberi che portino in classe il passato affinché il futuro non riproponga mai orrori simili. Questa è terra sacra, questa è terra di sudore e di dolore, di onore e di memoria senza però», ha precisato. «Da ministro - ha detto parlando a braccio e venendo più volte interrotto dagli applausi della folla presente sotto la pioggia - ho il dovere di costruire un futuro e quindi di guardare avanti, e di fare in modo che questa sia una terra di comunità e di fratellanza, di amore di accoglienza».

Fedriga contro il negazionismo

«Una data impressa nella coscienza della nostra comunità, quella del 10 febbraio, a cui istituzioni e cittadini guardano con profondo rispetto, consapevoli che solo la conservazione della memoria può mantenere in vita chi, senza responsabilità alcuna, ne è stato barbaramente privato». Netta inoltre la presa di distanze del governatore dalle iniziative dell'Anpi mirate a rileggere i tragici eventi del confine orientale nel secondo dopoguerra. «Il lungo percorso di pacificazione compiuto, che ci permette oggi, dopo troppi anni di colpevole oblio, di ricordare il dramma delle foibe, impone - ha affermato Fedriga - di mantenere alta la guardia da revisionismi tesi esclusivamente a rinverdire divisioni sulla pelle delle vittime».