2 dicembre 2020
Aggiornato 22:00
Enti locali

Santoro: «Scure romana su graduatorie personale»

A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Mariagrazia Santoro annunciando di aver presentato un'interrogazione alla Giunta regionale per conoscere l'impatto per il Fvg delle disposizioni della legge di Stabilità

TRIESTE - «Dopo il caos creato con il blocco al piano periferie, ora il governo gialloverde ritorna all'attacco di Regioni ed enti locali sul fronte personale, bloccando assunzioni necessarie per permettere ai Comuni la loro piena operatività». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Mariagrazia Santoro annunciando di aver presentato un'interrogazione alla Giunta regionale per conoscere l'impatto per il Fvg delle disposizioni della legge di Stabilità nazionale relative alle assunzioni e concorsi negli enti locali e valutare quindi gli effetti immediati di queste disposizioni, conoscere il destino dei tanti idonei delle graduatorie presenti e future e comprendere «come si possa pensare di rinnovare e rafforzare il personale degli enti locali con norme che rendono sempre più complesso tale operazione».

Stravolte le modalità di utilizzo delle graduatorie

«Che fine faranno gli idonei delle graduatorie degli enti locali e della Regione?» si chiede quindi Santoro. «Diverse amministrazioni comunali ci stanno segnalando alcune problematiche relative alle assunzioni di nuovo personale che sarebbero confermate anche dalla Regione. In particolare le modifiche normative di livello nazionale hanno stravolto le modalità di utilizzo delle graduatorie, impedendo anche alla Regione e agli enti locali di attingere alle graduatorie oltre i posti messi a concorso e quindi anche di utilizzare le graduatorie già pronte di altri enti».

Meccanismo collaudato

In sostanza, spiega Santoro «si elimina il concetto di 'idonei' dei concorsi pubblici, stravolgendo non di poco un meccanismo collaudato negli anni e che consentiva in base alle esigenze e alle necessità alle amministrazioni pubbliche di assumere con rapidità il personale necessario senza bandire ogni volta un nuovo concorso, possibilità che spesso i Comuni più piccoli non hanno».