8 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
L'intervento

Dal Zovo-Ussai (M5S): «Cpr e Cara a Gradisca, passo indietro di Fedriga»

Per i due pentastellati, «questa è una 'violenza' a un paese e a un territorio che ha dato e continua a dare molto in tema di accoglienza»
Dal Zovo-Ussai (M5S): «Cpr e Cara a Gradisca, passo indietro di Fedriga»
Dal Zovo-Ussai (M5S): «Cpr e Cara a Gradisca, passo indietro di Fedriga»

GORIZIA - «Gradisca avrà sia Cpr che Cara. Questa è una 'violenza' a un paese e a un territorio che ha dato e continua a dare molto in tema di accoglienza». Lo sottolinea la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Ilaria Dal Zovo, commentando la notizia secondo cui la città isontina ospiterà un Centro di permanenza per il rimpatrio, mantenendo anche il già presente Centro di accoglienza per richiedenti asilo, unico in Friuli Venezia Giulia.

«Nella precedente legislatura, l'Aula al completo aveva votato una mozione per dire no alla riapertura del Cie - ricorda Dal Zovo -. Successivamente erano stati introdotti i Cpr e l'accordo allora portato avanti era favorevole all'apertura di questa struttura ma con la contestuale chiusura del Cara. E invece veniamo a conoscenza della presenza di entrambi i Centri. Un chiaro passo indietro da parte della Regione e del presidente Fedriga che aveva garantino la chiusura del Cara - attacca l'esponente del M5S -. Rimaniamo esterrefatti da come si possano calare dall'alto queste scelte, senza avere il coraggio di venire a confrontarsi con i cittadini».

«Ci auguriamo quantomeno che il Cpr riesca a funzionare per come è stato pensato - aggiunge il capogruppo Andrea Ussai - ovvero un luogo dove chi è in attesa del rimpatrio rimanga il meno possibile. Gradisca ha già fatto la sua parte in materia di richiedenti asilo e di immigrati da rimpatriare. Leggere oggi le parole degli esponenti del Pd, che lamentano la coesistenza di entrambe le strutture, ci fa sorridere - concludono i consiglieri regionali pentastellati -. Prima erano loro al governo della Regione e il Cara era ed è ancora lì. E ci piacerebbe sapere anche cosa ne pensa il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, che finora è rimasto stranamente in silenzio".