8 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
L'evento

Metti una notte al Cotton Club...

La Trieste Early Jazz Orchestra porta in scena la musica dei Ruggenti Anni ‘20
Metti una notte al Cotton Club
Metti una notte al Cotton Club

GRADISCA D'ISONZO - La gente che vuole divertirsi, l’oggi senza pensare al domani, ritmi frenetici per una corsa economica, finanziaria e sociale che porterà ad una crisi imparagonabile. E da lì ad una catastrofe il passo sarà breve. Niente di attuale, sia chiaro, stiamo parlando di oltre novant’anni fa ovvero del decennio più controverso, tumultuoso ed affascinante de il Secolo Breve. Passati alla storia come i 'Roaring Twenties', avranno come colonna sonora il jazz, che spacca letteralmente lo porte della segregazione e da musica per reietti, sbandati e di colore diventa la colonna sonora danzereccia di una certa America che tira avanti, che punta sempre in alto, talmente in alto che quel Dream si brucerà le ali come un moderno Icaro nel famigerato 'Big Crash'. Data: 29 ottobre del ‘29.

 Così il maestro Livio Laurenti una decina di anni or sono raduna attorno a sé i migliori musicisti di Trieste e dintorni con l’ambizione di far rivivere la soundtrack di un’era irripetibile. Operazione decisamente riuscita anche in quel di Gradisca d’Isonzo dove la platea si spellerà letteralmente le mani per sommergere di applausi la sua orchestra. Arrangiamenti originali dell’epoca ricavati da viaggi in Usa, Australia, Uk l’assemblamento di musicisti di diversa provenienza, lo studio meticoloso volto a ricreare l’organico base di quegli anni, dell’era pre big band. Si, il maestro è visibilmente orgoglioso del lavoro svolto e certo fa bene a non nasconderlo.

Un viaggio musicale ma non solo. Una lezione di storia sociale, economica e politica con interventi di squisita fattura didascalica volti ad introdurre il 'che cosa stiamo ascoltando'. Il tutto impreziosito da un crooner d’eccezione, Paolo Venier, impeccabile nel dress code d’annata e nel parallelo con la musica che si ascoltava allora nel belpaese. Non ci sono 'Ruggenti Anni ‘20' se non c’è il Lindy Hop, il ballo per antonomasia che li contraddistingue. Ciliegina sulla torta dello spettacolo l’esibizione del duo Metod Javornik ed Eva Počivavšek Janhar della scuola di danza di Lubiana, a dir poco esaltante! Duke Ellington, Hoagy Carmichael, Louis Armstrong e tanti altri rivivono per quasi due ore nelle sonorità tipiche del Cotton Club, il locale per eccellenza. Ancora oggi. E poi la grande crisi, che «non c’era il reddito di cittadinanza», gag tra musicisti in puro stile, ritmi che si scaldano, una corsa frenetica verso il nulla, muore il Grande Gatsby e da Wall Street all’inferno il passo è molto breve.

Applausometro in fibrillazione, richieste di bis, solisti a cui Livio Laurenti dà il via libera. Happy feet - famosissima - a chiudere, con gli assoli mirabolanti del solita Bostjan Simon! Una serata memorabile, di grande divertimento, spensieratezza ed anche istruzione, nell’accezione più elevata del termine. Analogie con i giorni nostri che fanno pensare, riflettere. Perchè tra un anno siamo di nuovo negli anni ‘20. Quando si dice che la musica è immortale. Chapeau alla Tejo!