20 maggio 2019
Aggiornato 18:30
Trieste

Al via il 18 marzo il convegno 'Trieste: 300 anni di Porto Franco'

Pierpaolo Roberti:"Lo scalo vive oggi una seconda giovinezza: la sua centralità lungo le nuove direttrici di sviluppo commerciale pone infatti l'intero Friuli Venezia Giulia di fronte a una sfida epocale"
Al via il 18 marzo il convegno 'Trieste: 300 anni di Porto Franco'
Al via il 18 marzo il convegno 'Trieste: 300 anni di Porto Franco' Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - «Il Porto Franco di Trieste, nel suo 300 esimo anniversario, vive oggi una seconda giovinezza: la sua centralità lungo le nuove direttrici di sviluppo commerciale pone infatti l'intero Friuli Venezia Giulia di fronte a una sfida epocale cui le istituzioni devono guardare con responsabilità e fiducia». Lo ha dichiarato l'assessore Pierpaolo Roberti, intervenendo in rappresentanza del governatore Fedriga alla conferenza stampa di presentazione del convegno 'Trieste città-porto: 300 anni di Porto Franco': un appuntamento che, il 18 marzo prossimo, animerà il confronto tra istituzioni e imprese su futuro commerciale e sviluppo del territorio.

Protagonisti dell'evento, assieme alla regione autonoma Friuli Venezia Giulia, saranno l'autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale, il comune di Trieste, la camera di commercio della Venezia Giulia, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con il viceministro Edoardo Rixi, il land della Carinzia con il governatore Peter Kaiser e numerosi operatori economici italiani ed esteri. I lavori prenderanno il via la mattina al Ridotto del Verdi, con i saluti delle autorità e gli interventi dei relatori, per poi svilupparsi nel pomeriggio in camera di Commercio, dove avranno spazio gli incontri 'b2b'.

«Se Trieste, grazie al proprio porto franco, si trova oggi sulle labbra dei presidenti di Stati Uniti e Cina e sui principali organi di informazione mondiali - ha spiegato Roberti - significa che ci troviamo di fronte a una svolta epocale non solo per la città ma per tutto il Friuli Venezia Giulia e, ancor di più, per l'intero bacino di riferimento del nostro sistema economico e logistico». «Cogliere l'opportunità diventa dunque imprescindibile - secondo l'assessore regionale - per riportare il Friuli Venezia Giulia al centro di dinamiche di sviluppo su scala globale, come già accadde quando Carlo VI, tre secoli or sono, ebbe l'intuizione di riconoscere a Trieste la patente di porto franco». «Ecco perché - ha concluso Roberti - il 18 marzo non ci incontreremo solo per festeggiare un'importante ricorrenza, ma per dare ossigeno all'operatività di quell'istituto di eredità asburgica che ieri ha contribuito a trasformare un piccolo villaggio in snodo emporiale dell'Impero e che domani potrà portare la regione al centro delle nuove rotte commerciali che segneranno il futuro dell'economia mondiale».