23 settembre 2019
Aggiornato 15:00
Trieste

Presentato il nuovo libro di Bosco e Piazza: è dedicato alle forze dell'ordine

Roberti: "Stanno svolgendo un lavoro egregio. Anche per questo è necessario accrescere gli organici con nuovi concorsi"
Presentato il nuovo libro di Federica Bosco e Stefano Piazza in onore delle forze dell'ordine
Presentato il nuovo libro di Federica Bosco e Stefano Piazza in onore delle forze dell'ordine

TRIESTE - «Ci troviamo in una situazione in cui la polizia è stata abbandonata per anni: vi sono pesanti buchi nell'organico, l'età media è elevata, in tanti andranno in pensione nei prossimi anni. Occorre accelerare i concorsi e parallelamente è opportuno riaprire le graduatorie esistenti per poter assumere fin da subito nuovo personale. Anche su questo aspetto siamo in perfetta sintonia con il ministro degli Interni, Matteo Salvini, con il quale siamo in costante contatto e che va ringraziato proprio per aver stanziato risorse per nuove assunzioni».

Il libro

Lo ha affermato l'assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, intervenendo alla presentazione del libro 'Sbirri, maledetti eroi. Storie di coraggio delle Forze dell'ordine', di Federica Bosco e Stefano Piazza. Il volume è una testimonianza del duro lavoro che le forze dell'ordine svolgono ogni giorno in prima linea, nel contrasto alla criminalità e al degrado sociale, con un'analisi approfondita delle difficoltà quotidiane di chi svolge questo mestiere. Non manca una panoramica sulle condizioni della sicurezza in Italia e in numerosi altri Paesi. Prefazione del vicempremier Salvini e postfazione di Vittorio Feltri.

Il commento

Alla presentazione, moderata da Alessandro Galimberti, de' Il Sole 24 ore, era presente, assieme agli autori, il segretario Sap Trieste, Lorenzo Tamaro. Per Roberti quanto raccontato nel libro rappresenta un'operazione culturale, che mette in risalto l'attività della polizia che, ha ricordato, «in un recente sondaggio è indicata insieme ai Carabinieri ai primissimi posti nella fiducia dei cittadini». Rispetto a episodi citati nel volume, in cui alcuni agenti si sono trovati in difficoltà, accerchiati da malintenzionati, e all'ipotesi di dotare le pattuglie di body cam, come strumento di accertamento dei fatti, Roberti ha sostenuto che «il principio deve essere che la divisa ha ragione a prescindere, e non deve dover dimostrare la regolarità del proprio operato con una telecamerina: mi pare evidente che se una macchina delle forze dell'ordine viene accerchiata dopo aver inseguito un malvivente che fugge dopo una rapina non si può pretendere che il poliziotto sia poi chiamato a dimostrare davanti a un giudice di aver agito nel rispetto dei protocolli».

La collaborazione

Nel suo intervento, anche in risposta alle sollecitazioni di Tamaro e Galimberti, Roberti ha anche toccato il tema dell'immigrazione, ricordando l'impegno per il controllo dei confini e la collaborazione con la polizia slovena e con quella croata per frenare una certa tendenza all'aumento dei flussi via terra, legata al fatto che il governo italiano è riuscito a ridurre in maniera assai sensibile gli arrivi via mare. "Ultimamente abbiamo registrato qualche arrivo via terra di nordafricani, che prima attraversavano il canale di Sicilia, ma le forze dell'ordine stanno svolgendo un lavoro egregio. Anche per questo è necessario accrescere gli organici con nuovi, concorsi», ha ribadito.