21 agosto 2019
Aggiornato 13:00
Trieste

Il 20 marzo arriva a teatro 'Noi – Mille volti e una bugia'

Lo spettacolo è un dialogo, interiore ed esilarante, 25 anni di convivenza a volte forzata, 25 anni fatti di avventure e aneddoti, situazioni ed equivoci, gioie e malinconie, sempre spettatori e protagonisti di un’epoca che viaggia a velocità sempre maggiore
Il 20 marzo arriva a teatro 'Noi – Mille volti e una bugia'
Il 20 marzo arriva a teatro 'Noi – Mille volti e una bugia'

TRIESTE - Il meglio della comicità sarà protagonista al teatro Stabile la Contrada di Trieste. Dopo gli applauditissimi spettacoli del duo Ale e Franz e dell’istrione Natalino Balasso, mercoledì 20 marzo alle 20.30, sarà la volta di un altro 're' del teatro comico italiano: Giuseppe Giacobazzi.

L'evento

Sul palco di Trieste il comico romagnolo porterà il suo nuovo spettacolo 'Noi – Mille volti e una bugia', con il quale sta conquistando i teatri di tutta Italia e che vedrà anche una seconda replica in regione il prossimo 19 maggio a teatro Nuovo Giovanni da Udine. Gli ultimissimi biglietti per lo spettacolo di domani saranno in vendita alle biglietterie del teatro prima dello spettacolo dalle 19. Tutte le info su www.scoppiospettacoli.it e www.contrada.it .

L'artista

Andrea Sasdelli alias Giuseppe Giacobazzi, ovvero l’uomo e la sua maschera. 'Noi – Una maschera e mille bugie' è un dialogo, interiore ed esilarante, 25 anni di convivenza a volte forzata. 25 anni fatti di avventure e aneddoti, situazioni ed equivoci, gioie e malinconie, sempre spettatori e protagonisti di un’epoca che viaggia a velocità sempre maggiore. Dove in un lampo si è passati dalla bottega sotto casa alle 'app' per acquisti, dal ragù sulla stufa ai robot da cucina programmabili con lo smartphone; il tutto vissuto dall’uomo Andrea e raccontato dal comico Giacobazzi. Come in uno specchio, o meglio come in un ritratto (l’omaggio a Dorian Gray è più che voluto), dove questa volta ad invecchiare è l’uomo e non la maschera. Sono proprio questi i 'Noi' che vediamo riflessi nei nostri mille volti (i rimandi letterari non mancano, dal già citato Wilde a Pirandello, da Orwell a Hornby), convivendo, spesso a fatica con la bugia del compiacerci e del voler piacere a chi ci sta di fronte.