17 giugno 2019
Aggiornato 11:01
Gorizia

Il 3 aprile arriva a teatro Elio nella doppia veste di narratore e baritono

Insieme e lui, il soprano Scilla Cristiano e l’Oboe Quartet dei Berliner Philharmoniker, nell’ultimo appuntamento del cartellone di musica e balletto della stagione artistica 2018/2019
Il 3 aprile arriva a teatro Elio nella doppia veste di narratore e baritono
Il 3 aprile arriva a teatro Elio nella doppia veste di narratore e baritono

GORIZIA – Uno straordinario Elio, nella doppia veste di narratore e baritono, sarà protagonista mercoledì 3 aprile alle 20.45 de 'Il flauto magico', nell’ultimo appuntamento del cartellone di musica e balletto della stagione artistica 2018/2019 del teatro Verdi di Gorizia. Insieme e lui, il soprano Scilla Cristiano e l’Oboe Quartet dei Berliner Philharmoniker (Christoph Hartmann - oboe, Luiz Coelho - violino, Walter Küssner - viola, Clemens Weigel – violoncello). La produzione Reggio iniziative culturali è un originale e divertente progetto di rilettura de 'Il Flauto Magico', singspiel in due atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Emanuel Schikaneder. Elio darà vita a una rielaborazione de 'Il Flauto Magico' di Vivian Lamarque intrecciata a parti del libretto originale, dando voce ai differenti personaggi e interpretando anche vocalmente la celebre aria e i duetti del buffo uccellatore Papageno. Il tutto con la presenza costante della musica eseguita, nella trascrizione di F.J. Rosinack per oboe, violino, viola e violoncello, appunto dall’Oboe Quartet e dal soprano.

Dove trovare i biglietti?

Lo spettacolo sarà preceduto alle 18 di martedì da un approfondimento della rassegna 'Incontri al Verdi', a cura di Rita De Luca dell’Ute di Gorizia. I biglietti per la stagione artistica del Verdi sono in vendita online sul circuito Vivaticket e nel botteghino del Teatro Verdi, in corso Italia, aperto da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30 (tel. 0481/383602).

Le dichiarazioni 

Come racconta Cristoph Hartmann dell’Oboe Quartet: «Ho trovato un microfilm con gli arrangiamenti di Franz Joseph Rosinack, oboista boemo contemporaneo di Mozart, tra i quali c’era anche questa bella versione per quartetto d’oboe del Flauto Magico. Ho chiesto ai colleghi, abbiamo provato, funzionava bene. Ho pensato che sarebbe stato bello trovare una cantante e un attore-cantante che ne interpretasse una versione recitata. E così mi hanno fatto conoscere Elio». Una proposta che è stata accolta con entusiasmo dal cantante e musicista: «L’errore, quando si entra nel 'classico' è che ci si irrigidisce tutti, dimenticandosi che i compositori di queste opere le hanno scritte a vent’anni ed erano tutt’altro che rigidi. La musica classica raggiunge livelli di qualità raramente toccati in altri generi musicali, ma soffre moltissimo per la forma e il modo con cui viene presentata. Bisogna tornare invece a invogliare in primis i bambini a 'frequentare' la classica. La mia speranza è che tra il pubblico ci siano innanzitutto bimbi, perché da loro si ottengono le reazioni più genuine. E poi sarà che io rido per le stesse battute che fanno ridere loro. Sempre con l’intento di abbattere queste barriere culturali, ho accettato di fare questo spettacolo insieme a Scilla, Christoph e i Berliner Philharmoniker».

L’Ensemble Berlin

L’Ensemble Berlin è nata nel 1999 per iniziativa dell’oboista Christoph Hartmann, oboe solista dei Berliner Philharmoniker, e di un gruppo di solisti della grande orchestra tedesca. Il debutto avviene in occasione del Landsberger Sommermusiken, un festival musicale estivo creato e diretto a tutt’oggi dagli stessi musicisti dell’ensemble e che ospita regolarmente alcune fra le migliori formazioni cameristiche tedesche ed europee. Dopo il grande successo di pubblico e di critica, i musicisti della filarmonica di Berlino hanno deciso di esibirsi come Ensemble Berlin anche al di fuori della loro rassegna. Così, dal 1999 a oggi, l’ensemble ha effettuato numerosi concerti, esibendosi nei più importanti festival e sale da concerto d’Europa. L’Ensemble Berlin è una formazione aperta e flessibile che può includere archi, fiati e talvolta il pianoforte, fino a contemplare numerose altre possibilità d’assieme strumentali, espressioni del vasto repertorio cameristico dal periodo classico in poi.