16 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
L'evento

Trieste, un 25 aprile di divisioni e polemiche

Dentro la Risiera di San Sabba la cerimonia ufficiale, fuori il corteo parallelo
Trieste, un 25 aprile di divisioni e polemiche
Trieste, un 25 aprile di divisioni e polemiche Ufficio Stampa

TRIESTE - Dentro la Risiera di San Sabba, la cerimonia ufficiale, con le autorità politiche, civili, religiose e militari. Fuori, il corteo parallelo, promosso da Anpi e Cgil.

Al 74esimo anniversario della Liberazione, Trieste si è presentata divisa, celebrando in due momenti distinti il ricordo per la Liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Presenti alla commemorazione, fra gli altri, il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il Commissario Ue ai Trasporti, Violeta Bulc e circa 300 cittadini. «Il 25 aprile è un simbolo perché patrimonio dell'Italia tutta», ha detto il sindaco nel suo discorso, mentre all'esterno i manifestanti guidati dal vicepresidente nazionale dell'Anpi, Emilio Ricci, erano diventati - secondo le Forze dell'ordine - poco meno di un migliaio. Qualche istante di tensione si è verificato all'uscita delle autorità dalla Risiera, quando dal corteo Anpi, sono stati rivolti alcuni fischi al presidente del Fvg.

«Nonostante qui ci siano ancora alcune realtà che in occasione di questa cerimonia istituzionale della Repubblica italiana vogliono solo alimentare la rabbia e le divisioni per specularci sopra - ha detto il sindaco - oggi abbiamo un'occasione importante per ripartire e ricominciare tutti insieme un cammino comune fatto di rispetto verso la storia, verso questo luogo sacro, verso tutte le vittime». Roberto Dipiazza, riferendosi alle vittime, ha sottolineato «che non sono di serie A o di serie B» e che è «doveroso ricordare con un momento di raccoglimento». Due i minuti di silenzio con cui il sindaco ha invitato autorità politiche, civili, militari e religiose e tutti i presenti a commemorare «tutti gli eroi caduti per la liberazione della nostra Patria».