23 settembre 2019
Aggiornato 02:30
L'evento

Richard Galliano: il più grande fisarmonicista del mondo apre l’estate gradese

Applausi interminabili, grandissima serata!
Richard Galliano: il più grande fisarmonicista del mondo apre l’estate gradese
Richard Galliano: il più grande fisarmonicista del mondo apre l’estate gradese

GRADO - «Vado a sentire quel musicista francese, quello con un nome da stilista mi pare, ha suonato anche con Aznavour, con Juliette Greco, con Chet Baker». Ecco, magari non ci si ricorda perfettamente nome e cognome però tutti, ma proprio tutti, sanno che è il numero uno al mondo con il suo strumento!

La grandezza dei più grandi nel lasciar spazio ai propri musicisti, nel non voler fagocitare la scena a tutti i costi. Parte diesel, Richard Galliano da Nizza classe 1950 e anche se non c’è mai una seconda occasione per fare un’ottima prima impressione 'Fourire' e soprattutto 'Spleen' - due classicissimi del repertorio - a seguire, infiammano letteralmente la platea.
Propedeutica ad aprire l’animo all’arte la mostra fotografica 'Medea' nell’ex-cinema Cristallo, con le foto di Pasolini e la Callas nella laguna di mezzo secolo fa.

E si diceva che è sempre piacevole vedere un parterre composto da tanti musicisti; nel tal caso ipnotizzati dalla maestria del quartetto che va ad aprire una lunga estate gradese all’insegna della musica di qualità.
La fisarmonica di Galliano dipinge così un immaginario collettivo tipico d'oltralpe; va di scena quella filmografia romantica e spiritosa del cinema d’oro francese: vi ricordate il duello Delon-Belmondo?!
Inseguimento rue-de-Paris Citroen squalo vs Renault 4, dialogo serrato fisa-violino; quest’ultimo, ad esser sinceri, un po’ troppo riverberato.

Eroi decadenti, disperazione Querelle de Brest; parentesi ludica, poi circense, motivetto da La titina, atmosfere da Nouvelle Vague che abbracciano il neorealismo. E ad un certo momento dello spettacolo urge il bisogno di sentirlo da solo. Lui con il prolungamento di sé medesimo. Che, come da perfetto copione, arriva immediato. Sarà la parte più apprezzata dello spettacolo.
'Il piccolo cane', malinconia e disperazione. E’ la new - anzi la post - musette! Si riprende con l’intesa violino-fisa: avete presente gli amori morbosi e travolgenti di Truffaut? Ecco, tanto per rendere l’idea.
C’è un volo che dalla Francia parte per Buenos Aires probabilmente in gessato nero, sicuramente su consiglio di un certo Astor Piazzolla.

La nostalgia, e poi il ritorno. E come sono belli quei quartieri malfamati di Parigi, per non parlare della Francia rurale, la vendemmia, la Borgogna, il Borgogna: la fisarmonica, strumento che come nessun’altro sa raccontare l’anima popolare, sempre narrativa e mai snob. 'Libertango' con le minime che si nascondono sotto le onde della diga. Matrimonio perfetto musica-location.
'Ballade pour Marianne', scritto per la nascita di sua figlia, 40 anni or sono. Ed anche un pezzo per Lauda nuovamente in 4et dove il figlio alla batteria pare non essere in gran serata in termini di fluidità.

Divertissement di animazione con Crudelia Demon a chiudere: Richard Galliano esaltante, a tratti incoerente, tipicamente francais. Ed è solo l'inizio, come preannunciato. Da Grado, l’isola della musica, per ora, solo per ora, è tutto. Applausi interminabili, grandissima serata!