23 settembre 2019
Aggiornato 02:30
L'evento

'80 nostalgia: Tony Hadley degli Spandau Ballet sul lungomare di Grado

Quasi sessant’anni, sorriso smagliante, abito bleu inappuntabile, qualche kg di troppo ma che non stona più di tanto per l’ex modello londinese
'80 nostalgia: Tony Hadley degli Spandau Ballet sul lungomare di Grado
'80 nostalgia: Tony Hadley degli Spandau Ballet sul lungomare di Grado

GRADO - «Duran o Spandau?" è stata con ogni probabilità la domanda tormentone del decennio più pazzesco degli ultimi - tanti - decenni. E la domanda era categorica, non ti lasciava scelta: perchè ti veniva chiesto non solo un gusto musicale, ma uno stile di vita. Più importante di un passaporto, peggio di uno schieramento politico. Per trovare un dualismo simile dovevi fare un salto temporale di almeno vent’anni con Beatles-Stones, ma forse non siamo nemmeno a questi livelli. O eri un duraniano, look aggressive, sonorità sintetiche, wild boys o eri uno spands, cravattino stretto, camicia super-griffe, elegante, elegantissimo, new romantic, new romanticissimo.

Molti, ma soprattutto molte, di coloro che in quegli anni alla domanda rispondevano Spandau si sono dati appuntamento sul lungomare Nazario Sauro di Grado per il concerto di Tony Hadley, frontman della storica band. Quella degli elegantoni, per intenderci. Quasi sessant’anni, sorriso smagliante, abito bleu inappuntabile, qualche kg di troppo ma che non stona più di tanto per l’ex modello londinese dall’alto dei suoi oltre uno e novanta. In una parola, anzi in due: in formissima!
Scaletta semplice quanto efficace. Si alternano canzoni del gruppo a cover di squisita fattura e tanti 'boys of summer' (e parlo dell’estate del 1984) fanno il primo dei salti temporali su una hit pazzesca di Don Henley, altro ex leader storico, degli Eagles questa volta. 'What a writer!' nell’inglese da prof. di Oxford di TH che spacca di sincerità.

Tony ha fatto la scelta giusta, al momento giusto. Via dal mainstream opprimente ora si diverte sul palco: 'I’ll fly for you', e chi non se la ricorda?! Batteria elettronica programmata ed un motivetto semplice, orecchiabile: questi gli ingredienti delle hits one-shot degli Eighties. Lo stesso discorso non vale naturalmente per Hadley, uno dei pochi cantanti professionisti dell’epoca: colpisce il carisma nello scegliere un pezzo da novanta degli U2 e nel mettere ancora una volta alla prova l’emotività musicale del parterre con una scelta tanto azzardata quanto efficace. Chapeau!

Cover spaziali si diceva, pezzi in acustica degli Spandau che vanno un po’ con il freno a mano tirato: un grande interprete sopra-tutto. Ma anche mattatore, piacione e alla mano quando ci confida che non si risparmia di vino bianco, e anche vino rosso, quando viene in tour da queste parti. Showman con la S maiuscola, spontaneo quanto divertente. Un novello Elvis modello Las Vegas con tanto di mossette, ma decisamente presente a se stesso. Tutto in controllo. Anche nuovi pezzi, piccolo pretesto per una nuova scaletta. Ed un nuovo tour.
Grado, la passeggiata sul lungomare, capigliature cotonate, spettinate, ricordi. E poi dalle nostre parti che cosa facevi negli anni ottanta in estate? Andavi a Grado - appunto! Perché anche Renato Vallanzasca andava a Grado.

'Ah-ah-ah-ah, ah-aha' sale in falsetto il motivetto sexy ed indolente che tutti, ma proprio tutti cantano: it’s true! 'Barricades' a seguire, lacrime agli occhi miste a sudore in una notte di caldo subtropicale. Una chicca di Tom Petty, che non si può che definire commovente. Nuova vita a vecchie canzoni, il dono magico che solo i grandi riescono a conferire. Omaggio finale ai Queen, manca all’appello il grande 'maestro' Bryan Ferry, ispiratore nel look quanto nelle sonorità di un’intera generazione. Forse due.
Tutti in piedi alla fine, gli orgogliosi giovani (giovani degli anni ‘80, chiaro): applausi all’artista che intercalano in quelli per un’età che non c’è più, con la consapevolezza che quell’Era è stata - e lo è tutt’ora - irripetibile. Volti che trasudano tanta, tanta nostalgia. «Si noi stavamo con gli Spandau, si noi eravamo giovani con gli Spandau!».