16 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
FDI Trieste

Claudio Giacomelli: «Dopo referendum, battaglia su presidenzialismo»

Il gruppo di Fratelli d’Italia, con i consiglieri Alessandro Basso e Claudio Giacomelli, ha aderito alla battaglia referendaria della Lega
Il palazzo della Regione a Trieste
Il palazzo della Regione a Trieste ANSA

TRIESTE - Si è concluso ieri sera l’acceso dibattito sulla proposta di referendum, depositata dalla Lega su indicazione di Matteo Salvini e diretta ad abrogare le disposizioni del sistema elettorale della Camera dei deputati e del Senato ella Repubblica concernenti l’attribuzione dei seggi in collegi plurinominali con metodo proporzionale, con l’approvazione della proposta referendaria che ha ricompattato le fila della maggioranza.

Infatti mercoledì in consiglio regionale è stata votata la procedura d’urgenza per la votazione dell’atto con 27 voti favorevoli (Lega, Progetto FVG/Ar, FdI e FI) e 19 contrari (Pd, M5S, Patto per l'Autonomia, Open Sinistra FVG e Cittadini) su richiesta del capogruppo della Lega Mauro Bordin che ha portato l’aula a discutere sul testo e su ben 130 emendamenti presentati dalle opposizioni fino a tarda serata.

Il gruppo di Fratelli d’Italia, con i consiglieri Alessandro Basso e Claudio Giacomelli, ha aderito alla battaglia referendaria, «per coerenza e per sconfiggere i rosso-gialli lungo una strada che per primi abbiamo tracciato» cioè quella per l’introduzione di un sistema elettorale maggioritario per la formazione post elezioni di un governo forte, figlio della volontà degli italiani, e di una riforma costituzionale che preveda l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Su questi due ultimi punti i consiglieri hanno depositato un ordine del giorno affinché la Giunta si impegni a formulare due proposte di legge nazionali che abbiano al centro queste due battaglie, documento accolto dal Presidente Massimiliano Fedriga.

«La grottesca crisi di governo del scorso agosto che ha portato alla formazione del governo più a sinistra di tutti i tempi, con forze politiche bastonate a tutte le ultime elezioni amministrative ed europee, è l’ultima cosa che serviva all’Italia, nazione che ora ha bisogno di stabilità e chiarezza dalle istituzioni» dichiara Claudio Giacomelli «Già nel 2013 Giorgia Meloni aveva depositato una proposta di legge costituzionale che prevedeva l’elezione diretta a suffragio universale del presidente della Repubblica e ora noi chiediamo a tutto il Consiglio Regionale, alla luce dei fatti accaduti negli ultimi due mesi, di dare voce a questa battaglia storica per dare alla nostra Patria un presidente votato dagli italiani, legittimato dagli italiani e che risponde del suo operato solo di fronte agli italiani.