27 novembre 2020
Aggiornato 03:30
L'annuncio

La Regione pensa a una partnership con la centrale nucleare di Krsko

A dirlo è stato l'assessore all'ambiente, Fabio Scoccimarro. Ma Serracchiani (Pd) insorge: «Dovremmo chiederne la chiusura»

TRIESTE - «La Regione Friuli Venezia Giulia sta valutando diverse opzioni relativamente alla centrale nucleare di Krsko, senza pregiudizi né posizioni estreme». Lo rileva una nota dell'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro letta in Aula a Trieste durante la seduta del Consiglio regionale.

L'apertura di Scoccimarro

«Una centrale che dista appena 130 chilometri dalla nostra Regione (e Paese) - scrive l'assessore - non può che vederci attenti e in prima linea sulla sicurezza, come è evidente che il tema del superamento del carbone per la produzione di energia va nella direzione di fonti alterative». Ricordando che la centrale è una proprietà mista sloveno-croata e fornisce elettricità in una dimensione locale-regionale, «la Regione - così l'assessore - potrebbe esplorare la possibilità di un partenariato attraverso una verifica con i governi di Slovenia e Croazia, magari come futuro asset della società energetica regionale (come per esempio l'Enel che detiene quote di centrali nucleari in giro per l'Europa)». Per quanto riguarda il tema della sicurezza, «daremo mandato ad Arpa - scrive Scoccimarro - di stabilire un calendario più stretto di riunioni bilaterali ai fini del controllo della sicurezza della centrale (l'ultimo incontro è del 18 ottobre 2018). Ma questo e altri temi ambientali ed energetici - è la conclusione dell'assessore - saranno oggetto di un incontro che chiederemo tramite il neo ministro degli Esteri alla Repubblica Slovena».

Le perplessità di Serracchiani

«L'insistenza della giunta Fedriga sull'opzione nucleare è fuori dal tempo e fuori dal buon senso. Il rischio rappresentato da una centrale nucleare a 130 km dai nostri confini non può essere sottovalutato in modo così grossolano, inventando ruoli di politica estera che nemmeno una Regione autonoma può esercitare». Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd), commentando la posizione illustrata dall'Esecutivo della Regione Fvg, che ha aperto alla «possibilità di un partenariato» per la gestione della centrale nucleare di Krsko in Slovenia. «A quanto pare i disastri di Chernobyl e Fukushima - aggiunge la parlamentare - non hanno insegnato nulla alla destra italiana, né in materia di rischi ambientali né di energie rinnovabili, su cui invece è fortemente impegnato il nuovo Governo e il Pd in particolare. La centrale di Krsko - precisa Serracchiani - dovremmo chiedere che venga chiusa prima possibile, adoperando tutti i metodi di pressione come ha fatto la Slovenia per impedire la realizzazione del rigassificatore a Zaule vicino Trieste».