8 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
Lega

Moras: «Pdl istituzione fondo regionale lotta gioco d'azzardo patologico»

Queste le parole del Presidente della III Commissione, Ivo Moras, primo firmatario della Pdl «Fondo regionale per la lotta al gioco d’azzardo patologico»
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TRIESTE - «La piaga del gioco d’azzardo patologico non può essere sottaciuta e dev’essere affrontata con responsabilità, utilizzando tutti gli strumenti utili a risolvere tale problematicità. La proposta di legge che ho depositato procede proprio in questa direzione, prevedendo la possibilità per i Comuni che non dispongono delle risorse adeguate di poter attingere ad un fondo regionale per l’abbattimento delle spese sostenute in seguito alla citazione in giudizio dinnanzi all’Autorità giudiziaria per aver emanato provvedimenti atti a contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo».

Queste le parole del Presidente della III Commissione, Ivo Moras, primo firmatario della Pdl «Fondo regionale per la lotta al gioco d’azzardo patologico».

In particolare, Moras aggiunge: «Con questa Legge la Regione vuole affiancare tutti quei Comuni che coscientemente si pongono l’obiettivo di combattere una piaga non facilmente arginabile come quella della Ludopatia; malattia subdola, anche perché chi ne viene colpito, il più delle volte prova vergogna nell’aver dilapidato un intero patrimonio e non si rivolge agli enti preposti a fornire aiuto, sviluppando un sommerso difficilmente calcolabile e stimabile».

«Lo scopo principale - continua Moras - è quello di sostenere le amministrazioni locali che non riescono a fronteggiare i costi per un ricorso al Tar, avverso le impugnative delle ordinanze da parte delle grandi Sale da Gioco, optando, per un tacito consenso al non rispetto della L. n. 1 del 2014 e delle successive modifiche. In particolare, i Comuni, dovrebbero vagliare attentamente sul rispetto delle distanze minime dai luoghi sensibili; far rispettare gli orari di apertura e chiusura; vietare la pubblicità, in qualsiasi forma essa avvenga, delle stesse sale giochi; impedire un oscuramento totale delle vetrine in modo che le sale non risultino ovattate e non consentano di rilevare lo scorrere del tempo».

«Questa non è una lotta ideologica agli imprenditori – conclude Moras – bensì un primo passo verso la promozione di un gioco sano, che avvenga nel rispetto della legge regionale e che tutela in primis la salute dei cittadini e dei nostri territori».