17 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Il personaggio

L’afro-balkan jazz di Bostjan Simon ad aprire il Festival di Nova Gorica

Intervista con uno dei più talentuosi musicisti della Slovenia, che ha aperto con il suo quintetto l’Oktober Jazz Festival di Nova Gorica
L’afro-balkan jazz di Bostjan Simon ad aprire il Festival di Nova Gorica
L’afro-balkan jazz di Bostjan Simon ad aprire il Festival di Nova Gorica

NOVA GORICA - Bostjan Simon è senza ombra di dubbio uno dei più interessanti musicisti della nuova scena del jazz sloveno. Sax come il suo, in giro, non ce ne sono molti. Con l’omonimo quintetto ha aperto la quinta edizione dell’Oktober Jazz di Nova Gorica, tappa in casa del tour europeo. Mi racconta che «questo è il secondo disco del quintetto; il primo è uscito due anni or sono: perchè il «There Be Monsters» è il primo progetto che gestisco completamente da solo, il che significa che compongo la musica, trovo le date, scelgo i musicisti, organizzo le prove e la promozione.

E’ un experience che mi dà grandissimi stimoli!». La band è un progetto transfrontaliero, con strumentisti di grandissimo livello, sottolinea Bostjan «ho avuto una fortuna enorme di conoscere i musicisti che fanno parte del gruppo. Nella formazione dello stesso ho voluto coinvolgere amici della mia generazione che, non solo hanno fatto un ricco percorso musicale, ma che hanno trovato un suono personale ed autentico nella loro evoluzione. Posso stare fermo un’ora e mezza sul palco, tanto fanno tutto loro!» chiude simpaticamente il sassofonista di Solkan. E quando gli chiedo dello stile che intende intraprendere mi spiega che la combinazione di tutti gli elementi della band è volta a proporre una musica piena di ritmo propulsivo, sincopato ed infarcito di interazione e rotture ed influenzata dalla poliritmia africana, dello gnawa marocchino e dei gruppi di musica di ballo tradizionale della penisola balcanica. « Quindi se semplifico - è un jazz afro-balkan!».

Ho sentito il nostro per la prima volta nella band del M.o Livio Laurenti prestato al sound dei roaring' twenties. Perciò gli chiedo: «Quella è una musica immortale, non trovi?» «Sono molto felice di poter suonare con la Trieste Early Jazz Orchestra del M.o Livio Laurenti. Mi è sempre piaciuto il jazz che si suonava tra le due guerre e quegli anni ruggenti pur appartenendo ad un altro mondo sono ancora una fonte di ispirazione per noi musicisti, tutt’oggi ascolto con una grande ammirazione la musica di Duke Ellington, Sidney Bechet e Fletcher Henderson. Nella TEJO ho il privilegio di essere solista in quel mood misterioso di un periodo e un luogo molto specifici, ma contemporaneamente universale e senza tempo». «Qualcuno mi aveva fatto il suo nome per l’orchestra, ma non sapevo che fosse dedito all'avanguardia. Comunque, se tutti gli 'avanguardisti' avessero il feeling che ha lui per gli anni '20 e' 30, allora... W l'avanguardia!» e queste sono proprio le parole del M.o Laurenti. Anzi - appassionati di Ruggenti Anni ‘20 o appassionati di bella musica e basta segnatevi le seguenti date dove poter ascoltare la TEJO: 27 ottobre Cividale del Friuli, 16 novembre Teatro Bobbio di Trieste, 24 novembre Rijeka, 30 novembre Maniago. Alle ore venti e quindici spaccate inizia il concerto che apre una rassegna piena di spunti e che si interseca con i cugini di J&W of Peace di Cormons.

Un quintetto che suona all’unisono, che porta pezzi di Sahara nel cuore balcanico della Mitteleuropa per divulgarlo a lingua universale in tutto il mondo. E’ di scena un jazz esoterico ma solare, intellettuale ma non snob, di squisita tecnica ma senza cadere nel manierismo. I giri di basso (tuba) di Goran Krmac, proprio come nelle orchestre dell’età del jazz, il drumming colorato di Bojan Krhlanko, il tappeto onirico del vibrafono di Luigi Vitale, il dialogo di fiati con la tromba di Mirko Cisilino. «Ha una cura incredibile su tutto: è sempre sul pezzo, gran lavoratore a 360 gradi, in concerto è sempre in ascolto, non è autoritario ma lascia grande spazio agli altri musicisti. Ci conosciamo dal 2006 ad Amsterdam (città molto cara al jazz) ed umanamente, prima ancora che musicalmente, ci capiamo all’istante; e questo poi si riversa nella musica nel modo più naturale possibile» le parole di Mirko sul leader dell’omonimo 5et.

Distaccato, etereo, senza spigoli. Talento e grande lavoro quindi. Formazione da conservatorio e tanta ricerca, enorme curiosità e dedizione. Bostjan Simon -dicevamo- è sicuramente uno dei più talentuosi strumentisti della nuova generazione slovena. Accoglienza straordinaria degli amici del Kulturni Dom con degustazione in chiusura dei vini macerati di Uou, «vino come si faceva una volta» orgogliosamente da Solkan, e che per descriverla ci vorrebbe un articolo a parte da quanto superlativa! E se vi siete persi il concerto di lunedì potrete ascoltare di nuovo il BS5 il 22 di questo mese allo Studio Hendrix, Radio Koper Capodistria e il 27 novembre al Busna Postaja, in centro a Nova Gorica. E il programma di Oktober Jazz continua con nomi del calibro di Murray/Håker Flaten/Nilssen-Love, il Richart Ebert Quartet e l’ensemble Winds Aloft, quintetto di fiati della US Air Force Orchestra in Europa, «regalo» dell’ambasciata statunitense a Lubiana.