17 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Pari opportunità

Doppia preferenza di genere: la maggioranza boccia la proposta di legge

Per le opposizioni si è persa un'occasione, ma per la maggioranza ci sarà modo di trattare la questione nel 2020
Doppia preferenza di genere: la maggioranza boccia la proposta di legge
Doppia preferenza di genere: la maggioranza boccia la proposta di legge Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - Dopo un lungo dibattito l'Aula ha bocciato la proposta di legge numero 10 sulla doppia preferenza di genere. Venticinque i no di Lega, Forza Italia, Progetto Fvg, FdI e venti i voti favorevoli di Pd, M5S, Open Sinistra Fvg, Cittadini, Patto per l'Autonomia. In precedenza il consigliere Russo non aveva accolto la proposta del presidente Fedriga di ritirare il provvedimento a fronte dell'impegno di giungere entro il 30 giugno 2020 a una più generale revisione della legge elettorale attualmente in vigore, attraverso un percorso condiviso da tutte le forze politiche presenti in Consiglio nell'ambito del quale affrontare anche il tema della partecipazione delle donne alla vita politica.

La perplessità della minoranza

Per il Gruppo dei Cittadini «il centrodestra ha deciso che la doppia preferenza di genere, ovvero l'opportunità e non l'obbligo di poter votare un secondo candidato purché di genere diverso dal primo, non potrà essere tra le opzioni a disposizione degli elettori regionali. Un 'no' che punisce, è inutile nasconderlo, soprattutto le donne che con questa norma avrebbero avuto sicuramente una chance in più di vedersi rappresentate ed elette in Regione come avviene già nei Comuni. Nel mio intervento in Aula - ha spiegato Simona Liguori dei Cittadini - ho ricordato le testimonianze delle associazioni, delle Consulte femminili e delle Commissioni pari opportunità presenti nella nostra regione a favore della doppia preferenza di genere. E a sostegno della doppia preferenza di genere - ha concluso Liguori - va ricordato anche l'impegno della Comunità europea nella composizione delle liste elettorali e la promozione nell'ambito degli Stati dell'adozione di misure utili alla parità di genere. Non essere andati in questa direzione, significa essere rimasti indietro».

La posizione della Lega

«Gli organi rappresentativi sono lo specchio della nostra società e la presenza di poche donne in Consiglio regionale evidenzia la necessità che vengano apportati correttivi per garantire l'equa rappresentanza di entrambi i generi. La strumentalizzazione delle mnoranze sulla doppia preferenza di genere è però sotto gli occhi di tutti, anche alla luce dell'impegno del presidente Fedriga a preparare e condividere un testo di legge elettorale da presentare entro il 30 giugno del 2020». Lo afferma la consigliera della Lega, Maddalena Spagnolo, in Aula durante la discussione sull'introduzione della doppia preferenza di genere. «Non possiamo accettare lezioni da parte del Pd che alla fine della scorsa legislatura ha bocciato la stessa proposta che oggi presenta in Aula. Il consenso intorno a un tema tanto importante quanto complesso - spiega Spagnolo - deve essere trovato con tutte le forze politiche e non solo per il bisogno di visibilità di qualcuno. Il problema della presenza delle donne nelle istituzioni sicuramente esiste, ma deve essere affrontato con una significativa riflessione e non con una norma spot. Una regione di confine aperta alle libertà e alla tutela delle minoranze come il Friuli Venezia Giulia, non mancherà di tutelare e garantire le pari opportunità delle donne nelle istituzioni».