16 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Cultura

Gorizia-Nova Gorica 2025, l'appello di Bini: «Unire energie territorio»

Lo ha chiesto oggi a Gorizia l'assessore regionale ad Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso del convegno organizzato da Confcommercio Fvg
L'assessore regionale, Sergio Emidio Bini
L'assessore regionale, Sergio Emidio Bini ANSA

GORIZIA - «Come sistema regione abbiamo sfide importanti da affrontare, una di queste è la candidatura congiunta Gorizia-Nova Gorica a capitale europea della cultura 2025. Si tratta di una competizione che dobbiamo vincere portando avanti un'azione unitaria che raccolga le migliori energie del territorio, coinvolgendo, oltre alle istituzioni pubbliche, anche le associazioni e i corpi intermedi che rappresentano il mondo delle imprese, del commercio e dell'artigianato».

Lo ha detto oggi a Gorizia l'assessore regionale ad Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso del convegno organizzato da Confcommercio Fvg e intitolato «Cultura, L'italian way che bene all'economia. E anche al cuore».

Come ha spiegato Bini, il Friuli Venezia Giulia è la nona Regione in Italia per capacità di generare business attraverso la cultura, «avendo ancora potenzialità enormi di crescita. Uno sviluppo - ha aggiunto - al quale deve essere collegata una nuova strategia finalizzata alla vendita del prodotto Fvg».

A tal riguardo, l'assessore ha ricordato le peculiarità della regione con i suoi cinque siti Unesco: la zona archeologica e la basilica patriarcale di Aquileia, le Dolomiti, Cividale del Friuli, Palù di Livenza-Santissima (Polcenigo) e la Fortezza di Palmanova.

«Complessivamente una ricchezza in termini culturali e turistici - ha rimarcato Bini - che bisogna il più possibile valorizzare».

L'assessore, salutando il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha infine ribadito la necessità per il Paese di intraprendere una svolta di fronte al bivio rappresentato dall'attuale fase di stagnazione economica. «E' arrivato il momento di agire - ha affermato - e di mettere al centro la produzione e i lavoratori, facendo leggi e manovre finanziarie che non penalizzino le imprese, ma - ha concluso Bini - che le sostengano favorendo la crescita economica e sociale del territorio».