16 dicembre 2019
Aggiornato 11:30
Esuli

Cerimonia per i 65 anni dell'Unione degli Istriani

Il Presidente Fedriga: «Oggi siamo consapevoli di quanto avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma è una conoscenza ancora poco diffusa in buona parte dell'Italia e dell'Europa»
Cerimonia per i 65 anni dell'Unione degli Istriani
Cerimonia per i 65 anni dell'Unione degli Istriani ANSA

TRIESTE - «Oggi c'è chi si scandalizza per le fake news diffuse attraverso i social network, senza tenere conto delle menzogne diffuse dal nostro Paese, anche attraverso canali ufficiali, per cinquant'anni sui drammi delle foibe e dell'esodo, negando così le sofferenze patite da molti suoi figli. La Regione Friuli Venezia Giulia alzerà sempre la voce, in modo democratico e civile, perché questo non possa più avvenire. Proprio in questo quadro si inserisce la collaborazione avviata con l'Unione degli Istriani che ha dato vita in modo instancabile a molte iniziative per far conoscere tragedie sulle quali, troppo a lungo, è calato un colpevole silenzio».

È questo il messaggio lanciato dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, durante la cerimonia commemorativa per i 65 anni di fondazione dell'Unione degli Istriani, nell'ambito della quale è stato insignito del Vessillo della Libera Provincia, il più alto riconoscimento assegnato dall'associazione.

Conoscenza ancora poco diffusa

Fedriga ha rimarcato che «l'Unione degli Istriani ha compiuto un'importante attività per far conoscere la storia del confine orientale anche quando chi affrontava questi temi veniva emarginato dai tavoli istituzionali e culturali dove - ha evidenziato - non si poteva affrontare questi temi scomodi. Oggi siamo consapevoli di quanto avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma è una conoscenza ancora poco diffusa in buona parte dell'Italia e dell'Europa. È giusto, quindi, far sapere che le foibe non sono state un dramma abbattutosi solo sugli italiani d'Istria, ma una persecuzione violenta volta a distruggere tutte le voci contrarie al regime di Tito, che condannò a morte anche molti dissidenti sloveni e croati».

Oltre al governatore, nel corso della cerimonia sono stati assegnati anche gli attestati di merito dell'Unione degli Istriani a esponenti del mondo della cultura e della politica che nel quinquennio 2014-19 hanno sostenuto le attività dell'associazione, tra i quali gli assessori regionali Pierpaolo Roberti e Alessia Rosolen.

L'intervento di Roberti e Rosolen

Intervenendo a margine della premiazione, alla quale hanno partecipato numerose autorità civili e militari, Roberti ha rimarcato «che il vero riconoscimento va all'Unione degli Istriani e alle associazioni che hanno saputo tramandare la memoria di quanto accaduto» e ha evidenziato l'impegno della Regione per ottenere la revoca dell'onorificenza Al merito della Repubblica italiana conferita a Tito «perché quel provvedimento adottato per legge è un controsenso rispetto alla norma che ha istituito la Giornata del ricordo per commemorare le vittime delle foibe, ma è soprattutto un'onta che va lavata per restituire dignità sia a chi ha subito quelle tragedia sia al nostro Paese».

Rosolen, infine, ha sottolineato «la valenza dell'operato dell'Unione nel portare con convinzione alla luce una verità a lungo giudicata scomoda, che è però fondamentale per comprendere appieno la storia e i drammi del confine orientale».