6 aprile 2020
Aggiornato 16:30
Riforma sanità FVG

Fedriga: «Nostra riforma libera sanità dalla Politica»

È il commento che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha espresso a margine dell'approvazione, da parte del Consiglio regionale, della riforma sanitaria
Il Presidente della Regione FVG, Massimiliano Fedriga
Il Presidente della Regione FVG, Massimiliano Fedriga ANSA

TRIESTE - «Questa riforma, frutto di ascolto e condivisione, è un atto di grande serietà perché impedisce che la sanità diventi preda di una concezione distorta del consenso elettorale, stabilendo che la politica stia fuori dalle decisioni tecniche e organizzative e rimanga correttamente nelle funzioni di indirizzo e controllo». È il commento che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha espresso a margine dell'approvazione, da parte del Consiglio regionale, del disegno di legge 70 in materia di «Riorganizzazione dei livelli di assistenza, norme in materia di pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria e modifiche alla legge regionale 6/2006 e alla legge regionale 26/2015».

Esprimendo soddisfazione per il voto favorevole dell'Aula, Fedriga ha sottolineato come con questo nuovo impianto normativo si riesca «finalmente» a dare un ordine al sistema della sanità regionale attraverso la diminuzione del numero delle Aziende sanitarie. Cambia, secondo il governatore, anche il rapporto con il cittadino alle prese con un problema di salute in quanto, collegando operativamente la fase ospedaliera a quella sociosanitaria con il coinvolgimento dei distretti e dei Comuni, viene garantito un accompagnamento completo.

Riccardi: «Bene Aula su inserimento lavorativo svantaggiati»

«Due sono i motivi che mi rendono orgoglioso di questa riforma della sanità regionale: la volontà espressa dalla maggioranza del Consiglio regionale di aprire una fase di confronto con lo Stato sulla compartecipazione finanziaria della spesa sanitaria e il voto unanime dell'Aula sulla parte relativa all'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate». Lo ha affermato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, a margine dell'approvazione da parte del Consiglio regionale del disegno di legge 70 in materia di «Riorganizzazione dei livelli di assistenza, norme in materia di pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria e modifiche alla legge regionale 6/2006 e alla legge regionale 26/2015».

Per quel che riguarda i rapporti con lo Stato, Riccardi ha spiegato che «Roma non può continuare a stabilire i criteri facendo pagare alla Regione i costi della sanità, negoziando invece con le altre Regioni risorse superiori a quelle stanziate per il Friuli Venezia Giulia».

Commentando l'articolato della riforma relativo all'inserimento delle persone svantaggiate, il vicegovernatore ha sottolineato il ruolo attribuito in questo ambito alla cooperazione sociale «che, in questo modo, potrà assumere dando piena dignità retributiva al lavoro di cittadini che vengono seguiti nella loro condizione di difficoltà, creando le giuste condizioni di indipendenza e di inclusione indispensabili a garantire un miglioramento della qualità della vita».

«È una riforma - ha evidenziato Riccardi - che guarda al tema della salute, non solo a quello prettamente sanitario, in quanto costruisce una catena che si allunga e affronta la fase della presa in carico e, quindi, dell'integrazione sociosanitaria. Credo - ha concluso il vicegovernatore - che adesso possano esserci le migliori condizioni per partire con un lavoro nuovo, attraverso le tre nuove aziende e i nuovi direttori generali».