26 febbraio 2020
Aggiornato 15:00
Sociale

Disabili, Riccardi: «Incrementati contributi a Cisi»

Il vicegovernatore con delega a Politiche sociali e disabilità: «La riforma operata sul sistema di finanziamento per i servizi alla disabilità risponde innanzitutto a logiche di equità territoriale»
Uomo su sedia a rotelle
Uomo su sedia a rotelle Pixabay

TRIESTE - «I dati finanziari del contributo regionale, emersi chiaramente in Aula nel corso della discussione per la Stabilità 2020, hanno smentito inutili allarmismi rispetto a un mai paventato taglio dei fondi al Cisi, il Consorzio isontino servizi integrati». Lo afferma il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega a Politiche sociali e disabilità, Riccardo Riccardi, evidenziando che «la riforma operata sul sistema di finanziamento per i servizi alla disabilità risponde innanzitutto a logiche di equità territoriale. Il criterio di base per finanziare la loro gestione evita sperequazioni e parte dall'analisi del dato della popolazione residente nei territori serviti».

«Contrariamente a quanto i precedenti criteri adottati non riuscivano a garantire - sottolinea ancora il vicegovernatore - in questo modo si intende dare stabilità e certezza previsionale al contributo spettante agli enti gestori. A questo si aggiungono i vantaggi che derivano della semplificazione operata sugli oneri amministrativi».

«L'obiettivo - spiega Riccardi - è di elaborare una più analitica considerazione del fabbisogno territoriale. Questo - evidenzia - sarà possibile quando verranno stabilizzati e messi a regime i flussi informativi che gli enti gestori forniranno alla Regione in merito al sistema di offerta dei servizi e alle condizioni di vita degli utenti serviti».

«Non si può dimenticare - chiarisce il vicegovernatore - che in passato i finanziamenti storici non venivano attribuiti sulla base del fabbisogno preventivo per il nuovo esercizio se non per una minima parte in misura percentuale allo stanziamento disponibile. Così come ora - aggiunge Riccardi - è impossibile non riconoscere l'ammontare della posta in bilancio che, grazie al rifinanziamento operato, incrementa il contributo ricevuto nel 2019».

«L'uscita della Regione dal Cisi e dal Consorzio per l'assistenza medico psicopedagogica (Campp) a beneficio dei Comuni - conclude il vicegovernatore - è una scelta obbligata perché trattasi di anomala partecipazione a un consorzio di enti locali che ha l'incarico di gestire servizi finanziati dall'Amministrazione regionale. Quest'ultima, quindi, in qualità di ente di regolazione e programmazione deve porsi in condizione di terzietà e neutralità rispetto alla gestione territoriale che finanzia».