17 dicembre 2017
Aggiornato 18:30
a Casa Malala

I richiedenti asilo cantano Cutugno: l'italiano si impara a ritmo di musica

“Lasciatemi cantare, sono un italiano”. La celebre canzone del cantante italiano è entrata nell’ex caserma della Guardia di Finanza di Fernetti in cui sono ospitati una novantina di richiedenti asilo di nazionalità pakistana e afgana

TRIESTE - «Lasciatemi cantare, sono un italiano». La celebre canzone di Toto Cutugno è entrata anche nella «Casa Malala», l’ex caserma della Guardia di Finanza di Fernetti in cui sono ospitati una novantina di richiedenti asilo di nazionalità pakistana e afgana. Lo stereo detta il ritmo, la giornata di sole invita a lasciarsi andare con la musica. Intonati, spensierati, i migranti cantano «L’italiano» seduti per terra e guidati da un giovane «direttore d’orchestra». Si tratta, in realtà, di una lezione di italiano, una delle tante attività legate all’accoglienza portate avanti da Ics e Caritas, le due onlus che gestiscono la struttura nata nell’ottobre del 2016.